Presentazione progetto delle microresidenze di Concordia - Comune di Concordia sulla Secchia (MO)

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Presentazione progetto delle microresidenze di Concordia

 

Si terrà martedì 11 ottobre alle ore 20.45 presso la sala consiliare la presentazione del progetto delle microresidenze di Concordia. L’incontro sarà introdotto dalla vicesindaca con delega alle politiche sociali Paola Giubertoni a cui seguiranno gli interventi del progettista Arch. Giorgio Gabrieli, del direttore generale ASP Area Nord dott.ssa Roberta Gatti e della responsabile delle microresidenze dott.ssa Stefania Marchi.

La microresidenza è un complesso abitativo formato da diverse unità con spazi individuali e spazi comuni. È un servizio rivolto ai cittadini residenti nel territorio dell’Unione Comuni Modenesi Area Nord. Una risposta di residenzialità leggera, che consente agli ospiti di rimanere in un contesto domiciliare in cui è possibile ricevere assistenza sulla base di un progetto individualizzato, se necessario. Agli ospiti è garantita dal Servizio di Assistenza Domiciliare una attività giornaliera di monitoraggio, supervisione della vita comunitaria ed animazione.

La microresidenza è rivolta:
- anziani soli, in coppia o con familiari fragili;
- adulti a rischio di abbandono e/ o di isolamento con un progetto educativo e di autonomia; 
- disabili con capacità di condurre una vita autonoma con il supporto dei servizi. 

L’utente può usufruire di interventi del servizio di assistenza domiciliare sulla base del progetto assistenziale personalizzato definito dall’Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM). L’assistenza sanitaria è garantita dal proprio medico curante su chiamata.

Questa soluzione consente alle persone anziane/disabili con difficoltà non gravi di rimanere in un contesto domiciliare, controllato e protetto che assicuri sia interventi assistenziali programmati (anche nelle 24 ore) che di pronto intervento, senza dover così anticipare un ricovero inappropriato in casa residenza. In questo modo si garantisce agli anziani/disabili una domiciliarità che rispetti il bisogno di privacy e il mantenimento dell’autonomia. Si migliora la loro qualità di vita, sollecitando le azioni quotidiane di gestione del sé al fine di limitarne la dipendenza, si prevengono l’isolamento e l’emarginazione favorendo rapporti e relazioni interpersonali e i ricoveri impropri, si dà sollievo alle famiglie.
 

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